Proposta del mese

LXIV – Doppio sogno

La proposta di questo mese è un libro che si interfaccia con la dimensione onirica: Doppio sogno, di Arthur Schnitzler

Noto ai più per aver ispirato uno dei più celebri film di Kubrick, questo romanzo di inizio novecento affronta una delle tematiche fondanti della dottrina psicanalitica freudiana dell’epoca. Dove si possa collocare la linea di confine tra ciò che attiene esclusivamente alla sfera dei sogni e quanto invece siamo pronti a poter chiamare realtà è infatti la domanda implicita che giace dietro la trama di quest’opera. La posizione di Schnitzler in merito alla fragilità di tale limitare è chiaramente deducibile, se non esplicitamente dichiarata, con l’avanzare della lettura.

Il terreno del sogno, come altre dimensioni dominate dal subconscio, è fertile all’espressione dei più intimi pensieri per mezzo dell’ indebolimento quasi totale del Super-io e dei condizionamenti sociali. Desideri, rimpianti, istinti e ferite dei protagonisti emergono e si intersecano tra i due mondi accompagnate da personaggi secondari dalla caratterizzazione opaca e discutibile. Perfino gli atti più disdicevoli sembrano apparire meno condannabili nel momento in cui vi si possono riconoscere la manifestazione della natura umana e la medesima prossimità alla realtà che la nostra coscienza ha sempre attribuito al probo.

Schnitzler sottolinea come, indipendentemente dal livello culturale, dalla classe sociale o dalle proprie qualità morali, siamo tutti accomunati dal dannato timore di ammettere che anche quanto si rifiuta di riconoscere come proprio faccia comunque parte della nostra natura più profonda.

I sogni ad occhi aperti sono notturni balli in maschera in pieno giorno.

Doppio sogno – A. Schnitzler