Proposta del mese

LXIII – Il dottor Živago

La proposta di questa settimana è un classico la cui lettura è quasi d’obbligo : Il dottor Živago, di Borìs Pasternàk

La maggior parte dell’opera racchiusa nelle prime, una conclusione e un epilogo necessari seguiti infine da una serie di 24 poesie di discreta fattezza. Questa è la radiografia di uno dei romanzi più celebri della storia, la cui qualità non risiede certo in una struttura specialmente distinta rispetto ad altre opere.

Se da un lato il binomio “amore e guerra” è sempre stato particolarmente efficace dal punto di vista narrativo, dall’altro si potrebbe quasi affermare che non sia questo il fattore preponderante tra quelli che ne rendono piacevole la fruizione. Pur non essendo un’opera breve, la sua lettura risulta molto più scorrevole rispetto a volumi simili dei connazionali (non stupisce che ne sia stato tratto un film pochi anni dopo la pubblicazione) e, soprattutto, tale fluidità non è stata ottenuta a discapito del rilievo del messaggio trasmesso. La capacità di affrontare questioni importanti senza edulcorarle né, al contempo, cadere nella gravezza è sicuramente la qualità principale di Pasternàk, che ha avuto tuttavia un costo non trascurabile.

Parallelamente al romanzo scritto infatti, vi è quello tribolato della vita dell’autore che include un Nobel rifiutato dietro le minacce del regime sovietico e una lunga serie di conseguenze sia a livello sociale che personale. Soltanto nel ’98, grazie alle riforme che porteranno in seguito allo scioglimento dell’URSS, il romanzo fu pubblicato in Russia e il figlio dell’autore poté riscuotere il premio rifiutato. In ogni caso, non rimane alcun dubbio, a posteriori, sul fatto che la grandezza del risultato sia valsa ogni singola sofferenza.

I ragazzi giocavano al più terribile e adulto dei giochi, alla guerra.

Il Dottor Živago – B. Pasternàk