Proposta del mese

LXII – Il Prometeo male incatenato

La proposta di lettura di questo mese è un libro insolito :
Prometeo male incatenato, di André Gide

Dell’autore, Nobel nel 1947, si possono sicuramente annoverare opere più celebri come La porta stretta, L’immoralista o, ancora I falsari. Eppure, mentre degli altri conservo un ricordo appannato, di questo piccolo volume ricordo tutto alla perfezione.

L’espediente narrativo alla base del racconto è a dir poco impensabile : il titano, vista la scomodità delle catene che lo reggevano sui cigli del Caucaso, decide di cambiare posizione, liberandosi.

La mitologia passeggia ora lungo i viali di Parigi, accompagnata da un’aquila. Se in un primo momento è Prometeo a doversi ambientare e lasciarsi iniziare ai costumi della borghesia parigina, in seguito è invece quest’ultima a interessarsi della sua storia e, per essere precisi, al suo ruolo in relazione agli uomini.

Il discorso sulla tecnica, proposto dalla prospettiva del protagonista, si avviluppa progressivamente con le vicende degli altri personaggi letterari e mitologici, rivisitati in chiave fine-ottocentesca.

Tra una storia e l’altra, Gide non si priva di certo dei giusti spiragli attraverso i quali poter scagliare le sue acute critiche sociali, scopo principale di questo autore con forte connotazione esistenzialista.

Il Prometeo male incatenato si può quindi definire un’opera breve ma di profonda qualità, carica di messaggi, espressi talvolta in forma allegorica e talvolta in maniera decisamente diretta.

Per molto tempo ho pensato che era proprio quello che distingueva l’uomo dagli animali: un’azione gratuita.

Il Prometeo male incatenato – A. Gide